Una piccola storia di Carnevale (di Francesca Bormolini - insegnante)

 


La settimana scorsa si è concluso il Carnevale, una festa gioiosa che quest’anno mi ha anche insegnato molto.
Il Carnevale è per tutti, ma soprattutto per i bambini, con le loro maschere i loro costumi e la loro gioia contagiosa. Vedere i bambini felici e sorridenti è davvero la magia del Carnevale. Durante queste giornate, sono stati proprio i bambini ad insegnarmi tante cose. Non dobbiamo aspettarci che essi si siedano dietro la cattedra e ci chiedano di ricopiare la lavagna, ma dobbiamo imparare ad osservarli, perché il loro modo di vivere le cose, spesso ci dà l’esempio di come anche noi dovremmo comportarci.
Al Carnevale di Trepalle seguivo il gioco delle freccette; hanno partecipato adulti e bambini di ogni età, ma uno di loro mi è rimasto impresso nella mente più di tutti. Per vincere un premio serviva centrare due volte il numero 100; così la scena si ripeteva in continuazione: arrivava un giocatore, tirava tre freccette e via al prossimo gioco; ogni tanto arrivava un 100, ogni tanto se ne sfioravano due, ma pochi tornavano a casa con la vittoria in tasca. Poi si presenta un bambino vestito da supereroe, poco più alto del tavolo su cui poggiava il gioco; gli lascio le 3 freccette dicendogli che si vince con due 100. I suoi primi tre tiri vanno a vuoto e così lui prosegue verso un altro gioco. Ma dopo pochi minuti ritorna, ci riprova, va un po’ meglio… e se ne va un’altra volta. Continua così per un po’ di tempo: arriva, tira, va e poi torna… finché dopo vari tentativi finalmente… 100! «Ho vinto! Ho vinto!», il bambino urla, salta di gioia, è incontenibile, corre per la palestra, poi torna e un altro bambino gli dice: «Ma non hai vinto il premio!» e lui risponde: «Però ho fatto 100!».
Alla fine, il premio se lo è comunque guadagnato, ma indipendentemente da questo, quel bambino, martedì scorso, è davvero stato un piccolo supereroe. Sapeva benissimo che la vittoria sarebbe arrivata con due freccette sul numero 100, ma dopo tutti i suoi tentativi, ha raggiunto una sola parte dell’obiettivo. Quella piccola parte, però, è stata la sua grande vittoria. Forse dovremmo imparare anche noi a dare il massimo, a provare e a riprovare e soprattutto a dare valore ai nostri piccoli successi anche se parziali. Questa è solo una delle piccole storie che durante questo Carnevale mi hanno ricordato che, con la loro spensieratezza e semplicità, i bambini ci possono insegnare davvero tanto!

Francesca Bormolini

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