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Non sono altro che... (di Valeria Rodigari - educatrice)

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  Qualche settimana fa si è svolto il sessantacinquesimo Festival di Sanremo, che piaccia o no credo che la musica sia un potente mezzo per trasmettere messaggi. Durante questo festival una canzone mi ha colpito più di altre, sia per la personalità che l'artista ha mostrato sul palco, sia per il testo d'impatto che mi ha fatto riflettere su diversi temi, si tratta di “Volevo essere un duro” di Lucio Corsi. Sono educatrice di classe in una classe delle medie e durante una lezione di educazione civica abbiamo analizzato insieme ai ragazzi il testo di questa canzone e i messaggi che in essa sono racchiusi. Facendoci ispirare dal testo abbiamo proposto loro un’attività creativa in cui attraverso l’utilizzo di immagini prese da riviste dovevano rispondere alla domanda “Chi sono io?” « Volevo essere un duro/ che non gli importa del futuro/ un robot, un lottatore di sumo/ uno spaccino in fuga da un cane lupo/ alla stazione di Bolo…» Quante volte ci siamo nascosti dietro la faccia d...

A due passi da noi (Vincenzo Morcelli - educatore)

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    «Alcune cose a me non piacciono, “mi fanno un po’ senso”, ma so che poi non dipendono da lui»  «Ma perché il nonno non riesce più da solo?».  «A me sembra migliorato… sorride molto più spesso».   Queste sono alcuni “pensieri e confidenze strappati a distanza” che mi hanno fatto pensare ricordandomi quanto sia importante a volte fermarsi e osservare quanto ci succede mentre tutto scorre apparentemente lento ma inesorabile. Affrontare il discorso sull'invecchiamento con i bambini penso sia importante perché loro osservano sempre con attenzione tutto ciò che li circonda.  Imparare ad esprimere quello che sentono, i pensieri, le paure e ragionarci insieme penso possa costituire una  risorsa da non sottovalutare. Vedere un anziano che perde le sue forze o si perde fra i sentieri della memoria tocca emozioni profonde. È  sicuramente faticoso  da accettare anche se può dar spazio a qualcosa di nuovo. Confrontarsi con la  vulnerabilità ...

Il mio posto nel mondo. (Emilia Silvestri - 18 anni)

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Mancano pochi giorni al mio diciottesimo compleanno, a detta di molti un traguardo importante e forse è proprio così, ma questo lo scoprirò pian piano. In questo periodo mi chiedevo come fosse possibile che le persone che mi circondano siano riuscite a trovare un posto nel mondo e io non riesco nemmeno a trovarmi un angolino per me, anzi mi sento quasi sempre di troppo. Ho sempre considerato il mio compleanno come una giornata come un'altra, nulla di speciale. Avevo delle aspettative per quel giorno più che su quello che avrei fatto, ma su quello che gli altri avrebbero fatto per me, e devo ammettere che non erano molto alte. Tra tutti i miei tormenti e i miei dubbi è arrivato il grande giorno, appena sveglia non mi sono sentita più matura, non mi sono sentita più grande e non mi sono sentita più responsabile, mi sentivo la solita. Man mano che le ore trascorrevano ho ricevuto tanti piccoli gesti, sorrisi, parole, messaggi che mi hanno fatto rendere conto che ho la fortuna di e...