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Il coraggio di sentirsi diversi (di Michele Ricetti - educatore e pedagogista - & E.C. - 17 anni)

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(tempo di lettura 3 min.) Alcuni giorni fa me ne stavo seduto con alcuni ragazzi dell’Open Space mentre cercavamo di mettere in ordine la piccola libreria che abbiamo da poco “inaugurato” e che, grazie al fondamentale aiuto della biblioteca a cui va il nostro grazie, ora abbiamo diversi libri adatti alla loro età. Libri che gli adolescenti possono attingere come e quando vogliono. Ci stavamo dilettando a sistemarli in ordine e a commentarli; io con la speranza che alcuni di loro si lasciasse coinvolgere nella lettura, loro molto più scettici – e decisamente meno entusiasti di me – cercavano di capire se almeno uno di quei libri avesse delle figure da sbirciare. Improvvisamente si apre la porta ed entra una ragazza che non vedevo da tempo, una “vecchia conoscenza” che il tempo l’ha resa grande e decisamente sul pezzo in mille attività. Chiedo di abbassare la musica, per salutarla senza dover per forza urlare, e tra una risata e l’altra ci sediamo su uno dei divanetti presenti all’Open...

Navigare nell'incertezza (di Beatrice Pradella - psicologa)

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  A distanza di sette anni sono tornata su quel pullman che ogni domenica sera, verso le 19, parte da Livigno verso Sondrio portando i ragazzi in Convitto. Mi sono seduta in fondo, vicino al finestrino, per avere una bella visuale su tutto il pullman. Ricordo perfettamente che alle superiori i posti in fondo all’autobus erano riservati ai ragazzi di quinta, coloro che sembrano tanto grandi e sicuri di sé, ma la verità è che tremano all’idea di avere l’esame di maturità e soprattutto alle scelte da compiere da lì a poco. Mi sono fermata ad osservare l’entrata del pullman, gradualmente salivano sempre più ragazzi, chi con il cappuccio in testa come per nascondersi, chi con un sorriso particolarmente evidente, chi con un'espressione imbronciata. Si salutavano tra di loro e si sistemavano con cura ognuno al proprio posto (a volte si è abitudinari anche nei posti a sedere). Il tempo di scambiarsi due parole con i propri vicini su come fosse andato il fine settimana all’Open Space oppure...

La "retta via" non è mai una linea retta. (di Beatrice Pradella - psicologa)

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 Dallo scorso settembre lavoro come educatrice all’Open Space, uno spazio aperto all’interno del CiAGi Livigno in cui gli adolescenti di Livigno e Trepalle hanno la possibilità di incontrarsi, confrontarsi e condividere del tempo insieme.     A volte mi capita di assistere, ma soprattutto ascoltare, qualche loro «trasgressione» e mi chiedo come interpretare questi loro gesti e azioni sbagliate. Cosa mi stanno comunicando?Una richiesta di aiuto? Una modalità per attirare l’attenzione a sé?     Credo con fermezza che in ciascuno di loro ci sia una scintilla di bellezza e il ruolo di noi educatori sia quello di risvegliare questa scintilla. Non c’è nessun ragazzo, neanche il più trasgressivo, il più “teppista”, neanche quello che gioca male la sua libertà, che non abbia dentro di sé una potenzialità di bellezza e di riscatto.    Sono sempre più convinta che dentro le manifestazioni, anche più ingovernabili e inaccettabili, di indisciplina ci sia...