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Visualizzazione dei post con l'etichetta adolescenti

A questo punto chi è l'educatore? (Sandy Cusini - educatore)

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  Ascoltando l’ennesima registrazione di una lezione universitaria, immerso tra libri, appunti, concetti e schemi, mi capita spesso di chiedermi cosa sia un educatore? Cosa faccio o, meglio, chi sono? E perché lo faccio? Come lo faccio? Insomma, le domande a volte sono davvero tante e non si fermano di certo solo a queste! Il dizionario semplicemente definisce come: Educatóre : s.m. (f.- trice ) [dal lat. educator - oris ]. – “Chi educa, e soprattutto chi per vocazione o per professione compie l’ufficio di educare i giovani”. Mi piace molto, e mi ritrovo in quel “per vocazione” inteso come “chiamata ad esserlo” un po’ perché non mi ha mai fatto impazzire di gioia pensare che per fare questo lavoro debba essere riconosciuto da un pezzetto di carta (sicuramente necessario, ma bisognerebbe aprire un grande capitolo a parte) un po’ perché il concetto di educatore è difficile da spiegare e da definire. In questi anni di lavoro ho conosciuto centinaia di bambini, ognuno unico e special...

Che c***o vuoi? (di Michele Ricetti - educatore e pedagogista)

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  Non mi sono addormentato sereno.  Alla domanda: «Mi spieghi che senso ha bere alcolici a collo alle 17 del pomeriggio?»,  La risposta è stata unanime: «cosa vuoi che ci sia di male», «non ha mai fatto del male a nessuno», «alla nostra età è giusto sballarci un po’», «ma si, eravamo in compagnia», «che cosa vuoi fare ad una festa?» fino al «fatti i cazzi tuoi» (il potere dell’alcool nel dire anche quello che normalmente non si direbbe) …  Aspettavo quella risposta e ne colgo l’occasione: «beh, visto che sei a “casa mia”, eccome se sono cazzi miei, altrimenti puoi sempre farti bassare la sbornia altrove, magari direttamente a casa tua». Silenzio.  Il clima si fa serio.  Decido di lasciarli in pace a riprendersi un po’, anche perché è praticamente inutile parlare con chi non ti ascolta o non si rendere conto che su alcune questioni non ha sempre senso scherzare.  Passato un po’ di tempo, il clima è molto più disteso, la botta ha fatto il suo corso. Ripr...

Il coraggio di sentirsi diversi (di Michele Ricetti - educatore e pedagogista - & E.C. - 17 anni)

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(tempo di lettura 3 min.) Alcuni giorni fa me ne stavo seduto con alcuni ragazzi dell’Open Space mentre cercavamo di mettere in ordine la piccola libreria che abbiamo da poco “inaugurato” e che, grazie al fondamentale aiuto della biblioteca a cui va il nostro grazie, ora abbiamo diversi libri adatti alla loro età. Libri che gli adolescenti possono attingere come e quando vogliono. Ci stavamo dilettando a sistemarli in ordine e a commentarli; io con la speranza che alcuni di loro si lasciasse coinvolgere nella lettura, loro molto più scettici – e decisamente meno entusiasti di me – cercavano di capire se almeno uno di quei libri avesse delle figure da sbirciare. Improvvisamente si apre la porta ed entra una ragazza che non vedevo da tempo, una “vecchia conoscenza” che il tempo l’ha resa grande e decisamente sul pezzo in mille attività. Chiedo di abbassare la musica, per salutarla senza dover per forza urlare, e tra una risata e l’altra ci sediamo su uno dei divanetti presenti all’Open...

La "retta via" non è mai una linea retta. (di Beatrice Pradella - psicologa)

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 Dallo scorso settembre lavoro come educatrice all’Open Space, uno spazio aperto all’interno del CiAGi Livigno in cui gli adolescenti di Livigno e Trepalle hanno la possibilità di incontrarsi, confrontarsi e condividere del tempo insieme.     A volte mi capita di assistere, ma soprattutto ascoltare, qualche loro «trasgressione» e mi chiedo come interpretare questi loro gesti e azioni sbagliate. Cosa mi stanno comunicando?Una richiesta di aiuto? Una modalità per attirare l’attenzione a sé?     Credo con fermezza che in ciascuno di loro ci sia una scintilla di bellezza e il ruolo di noi educatori sia quello di risvegliare questa scintilla. Non c’è nessun ragazzo, neanche il più trasgressivo, il più “teppista”, neanche quello che gioca male la sua libertà, che non abbia dentro di sé una potenzialità di bellezza e di riscatto.    Sono sempre più convinta che dentro le manifestazioni, anche più ingovernabili e inaccettabili, di indisciplina ci sia...

Skatepark: sono tutti drogati!! ...ma dal pregiudizio. (di Michele Ricetti & una ragazza di 16 anni - educatore & studentessa)

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     «Sono una ragazza di 16 anni, vivo a Livigno e nel tempo libero passo le mie giornate al “Park”.      Il park, nonché il parco giochi di santa Maria, è frequentato maggiormente da bambini e famiglie; ma negli ultimi anni si è creato un gruppo di ragazzi che passa le giornate a giocare a basket o a “schiaccia cinque”.      È un gruppo che comprende ragazzi di ogni età, da ragazzi di 19 anni a ragazzini di 13, e ogni giorno si aggrega qualcuno di nuovo che sia un turista o un ragazzino che ha voglia di fare nuove amicizie.    D’estate ci troviamo sempre lì per ascoltare buona musica e per divertici tutti assieme; spesso organizziamo di andare a camminare o di andare a fare il bagno al lago, ma ovviamente con l’arrivo dell’inverno è meno frequente il passaggio al park perché col freddo artico di Livigno ci rifugiamo all’Open Space o a casa, dove ci sentiamo accolti.      Sappiamo bene che cosa pensa la gente di Livi...

Non vedo, non sento, non parlo (Michele Ricetti - educatore e pedagogista)

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  L’Open Space attivo da alcuni anni presso il Centro di Aggregazione Giovanile - che dà la possibilità ai ragazzi più grandi delle medie e a tutti gli adolescenti di incontrarsi in un ambiente libero, aperto e soprattutto non giudicante – prima in modalità sperimentale e ora a tutti gli effetti vivo e in costante crescita, mi mette di continuo in discussione. Ascoltando i tanti racconti che condividiamo, mi interrogo sul nostro essere adulti e quando cala il silenzio della giornata, sento un forte vuoto mettendo insieme i pezzi dei loro vissuti, racconti e speranze. Si alternano momenti di spensieratezza e momenti di tristezza, momenti di allegria, gioco e momenti di confronto e delusione. Ti rendi conto che la realtà spesso e volentieri è ben diversa da quella che poi quotidianamente noi adulti viviamo. Una quotidianità frenetica e spesso appesantita dalle tante preoccupazioni che come famiglie e adulti viviamo, con il rischio di perdere per strada – alle volte volutamente e sp...

Pillole di educazione - FORZA (Michele Ricetti & Alice Trabucchi)

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  Scrivere di educazione, attraverso il raccontare di educazione... Clicca qui sotto 👇 per goderti la VIII pillola 👉 Pillola di educazione VIII - FORZA 👈 di  Michele Ricetti  (educatore e pedagogista)  & Alice Trabucchi  (studentessa) tratto da  Michele Ricetti  & Alice Trabucchi  " QUELLA MALEDETTA PAURA " da #GliSpuntiDelVenerdì3 [2021] 

Pillole di educazione - SBABAM! - (Michele Ricetti & Emilia Silvestri)

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  Scrivere di educazione, attraverso il raccontare di educazione... Clicca qui sotto 👇 per goderti la VII pillola 👉 Pillole di educazione VII - SBABAM! 👈 di Michele Ricetti  (educatore e pedagogista)  & Emilia Silvestri   (studentessa) tratto da  Michele Ricetti  & Emilia Silvestri  " MA IO MI VOGLIO BENE? SBABAM! " da #GliSpuntiDelVenerdì3 [2021] 

Si, sono positiva...ma ho imparato tanto!

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Mi: Ciao M, come stai? M: Ciao Mi, per il momento tutto bene, ma non so se lo sai ma sono risultata positiva al Covid-19. Mi: Si, ho saputo cavoli… M: Grazie al cielo grandi sintomi non ne ho, ma ti assicuro che non è una bella sensazione. Mi: Lo immagino! Ma com’è andata la faccenda? M: Giovedì la responsabile Covid-19 del nostro istituto ha contattato la nostra classe e ci ha comunicato che da quel momento fino al saremmo dovuti restare in quarantena preventiva perché una nostra compagna era risultata positiva. Mi: E così tutti a casa! M: Si esatto, io ed i miei compagni abbiamo così cominciato la DAD e senza molti problemi abbiamo continuato le nostre lezioni. Mi: E poi come hanno fatto a scoprire che eri positiva? M: Sabato tutta la nostra classe si è sottoposta al tampone, io personalmente ero davvero molto pacifica perché non avevo avuto molti contatti con la ragazza positiva e non avevo accusato sintomi particolari, quindi con molta tranquillità sono andata a far...

Campus Tremenda #Ado20 (video)

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"Due ciacole" in tempo di quarantena...

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M: Ciao S! Come stai? S: Benone M! Un po' stufa di questo stare a casa, ma tutto sommato bene. M: Certo che l'ultima volta che ci siamo incontrati per "due ciacole" non eravamo in questa strana e surreale situazione! S: Si davvero! Sembra passato un secolo da quando ci siamo visti a Carnevale a fine febbraio. M: Lo ricordo bene quel giorno, tutti presi a rendere quella giornata il "più normale" possibile, visto che si iniziava a parlare di Coronavirus anche vicino a noi. S: Mi ricordo bene anch'io, visto che ci siamo sbattuti non poco per rendere una bella giornata a bambini e ragazzi e poi tutto ad un tratto è cambiata l'aria. M: Sì, come se da un momento all'altro ci fossimo trovati catapultati in una dimensione parallela... S: In un certo senso è proprio andata così. All'inizio non "mi dispiaceva" questa situazione; vacanze allungate di una settimana, niente scuola, sveglia tardi...i primi giorni sono stati una pacchia! Non sembr...

VERSO L'ISOLA CHE NON C'è...MA ESISTE

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  «Ciao S. che mi racconti di bello?» «Lascia perdere, periodo del cavolo» «Come mai? Qualcosa non va con la scuola?» «No la scuola va benone, ma il resto è tutto un disastro» «Un disastro? Non esagerare, forse semplicemente oggi la felicità è un po' nascosta» «Felice? Magari sapessi cos’è la felicità!» «Mmm sono certo che sai cos’è…, sai noi adulti spesso ci perdiamo in un bicchier d’acqua e avremmo bisogno che qualcuno ci rinfreschi la memoria…perché non ci scrivi la tua idea?» «Ma che cavolo dici?? Non scriverò mai nulla… per di più sulla felicità!!» «Dai fammi questo regalo» «Sono sicura che farà schifo!» «Quello non lo puoi dire fino a quando non avrei messo il punto finale…fidati» «Mha» «Vedrai…»   È nato così il regalo che S. ha fatto a noi adulti… Al giorno d’oggi troviamo di tutto su internet, da come allacciarsi le scarpe ai “10 consigli che ti potrebbero aiutare se vuoi scalare l’Everest”. Ieri però ho scoperto che internet tante cose non...

Un CiAGi per "explorare" insieme!

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  Si è appena concluso a Livigno e Trepalle, il progetto estivo del Centro di Aggregazione Giovanile “Centroanch’io”. Un’estate ricca di emozioni, quella proposta dal CiAGì “Centroanch’io” di Livigno e Trepalle grazie al progetto estivo “Està di Soci 2019”. Appuntamento, ormai immancabile da quasi 30 anni, per vivere l’estate in amicizia e alla scoperta del territorio. Il tema di fondo di quest’estate è estato quello dell’esplorazione, della scoperta, della conoscenza e naturalmente della curiosità. La nuova sede del CiAGi, sita proprio nel centralissimo palazzo che ospita anche la Biblioteca, il CDD e l’Istituto Comprensivo, è stata animata dai 120 bambini e ragazzi che, nelle sei settimane di attività, hanno potuto vivere al meglio l’estate. Per il gruppo delle elementari, tanti sono stati i giochi e le passeggiate alla scoperta del territorio, grazie soprattutto alle diverse Associazioni locali che hanno collaborato: i Vigili del fuoco, l’Equo Bottega, il MUS!, i Cacciato...

FERMATI UN ATTIMO

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  Ogni tanto ci farebbe davvero bene fermarci un attimo… chissà quante volte ce lo siamo detto! Chissà quante volte nella nostra mente è balenata l’idea che vorremmo prenderci una “pausa” dalla frenesia di quello che facciamo, uno stop, non perché ci piaccia perdere tempo o perché non sappiamo come riempire il nostro quotidiano, ma semplicemente perché ci aiuterebbe a guardare le cose da una prospettiva un po’ più distaccata. Spesso interpretiamo questo “stacco” con le agognate ferie estive, eppure quante volte al rientro la prima cosa che diciamo è “mi sento più stanco di quando sono partito”? Forse perché dobbiamo davvero imparare che fermarci non è legato solamente alla frenesia fisica, ma è innanzitutto fermarci ad ascoltare…ad ascoltarCI. Quanto ahimè è difficile! Ascoltare i nostri figli, anche se spesso non parlano, ascoltare nostra moglie, marito, fidanzata/o, anche se alle volte parlano troppo; fermarci ad ascoltare i nostri genitori, anche se alle volte non compre...